Ballare la musica


   Questa pagina è dedicata a chi va a ballare e ai problemi tecnici che deve affrontare. Questa pagina è dedicata a chi balla e interpreta la musica, non chi ripete solo i passi imparati a scuola in “sequenze”.


La musica del Tango è in 4/4. Noi ballerini normalmente appoggiamo il piede sul tempo forte e buona parte del repertorio attualmente proposto in milonga favorisce questa semplice struttura.

Tuttavia a cavallo degli anni ’30 orchestre come quella di Canaro arricchiscono il tempo forte con variazioni ritmiche chiamate comunemente “tres por dos”. Tre passi in due battute, ideale per lo stile canyengue e il traspiè in milonga. Canaro, D’Arienzo, Donato…musica molto amata dai ballerini (più dagli italiani che argentini). Si riconosce perché in ogni tempo si sentono 2 colpi di basso continuo che permettono di accelerare -o fermarsi- senza perdersi. La velocità -apparente- permette di “giocare” meglio rispetto ai brani normali.

Dalla fine degli anni ’30 arrivano le orchestre morbide e romantiche. Fresedo, Di Sarli diventano via via sempre più lenti e passionali abbandonando le variazioni ritmiche per arricchire di sfumature il tempo forte con nuove strutture armoniche. Il buon ballerino si può divertire in questi casi a raddoppiare il tempo rallentando a tratti i movimenti caricandoli di pathos e fascino.

Negli anni ’50 l’orchestra di Osvaldo Pugliese raggiunge una sua maturità stilistica. Una musica fatta di rallentamenti e crescendo rossiniani, suonata per essere anche solo ascoltata nei club. Il tempo è spesso sottinteso e difficile da riconoscere: in questi casi si balla direttamente la melodia con i suoi contrasti armonici. Attese, passaggi lentissimi si alternano ad accelerazioni inebrianti e vorticose. Purtroppo questa musica meravigliosa è quasi scomparsa dalle milonghe: le difficoltà tecniche scoraggiano molti ballerini (non solo principianti) che disertano la pista fingendo di non apprezzare lo stile.


Il Vals (criollo) è un valzer e come tale si contraddistingue per il romanticismo e un utilizzo del giro più marcato rispetto al tango. La tipica struttura a 3 viene “quadrata” dentro un 4/4 aggiungendo una battuta in levare (come il musette) che si riconosce spesso da un silenzio o un piccolo contrappunto. Ballare solo il tempo forte a 4/4 risulta lento e non sa di vals. Ballare solo l’unduetre risulta velocissimo, stancante e poco efficace. Il buon ballerino alterna le due formule andando quando la musica lo chiede in accelerazione sull’unduetre e godendosi talvolta il levare con una pausa o un adornos.


La Milonga è più antica, allegra e veloce del tango (3/8). E’ fatta per ballerini che hanno un forte senso del ritmo. La milonga si balla lisa o traspiè. Lisa quando si pesta solo sul tempo forte; traspiè quando si lavora sui controtempi già citati: in questo caso è necessario usare brani abbastanza lenti. I pezzi veloci si ballano sul tempo o lenti con un passo ogni due battute. Il gioco consiste nell’andare a tratti più veloci o più lenti del tempo forte sottolineando le sfumature armoniche. L’abbraccio è chiuso e l’atteggiamento è più guascone e picaresco che nel tangosalon; si tratta di dare forma all’avvenuta conquista della dama, quasi fosse una salsa.

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